(Ore 7 e 20 circa)

Le telefonate “Di buon mattino” (immagino che ben prima delle 7 di mattina possa rientrare nella definizione) hanno il carattere dell’urgenza o quello del “Tanto so che sto chiamando qualcuno che risponderà senza troppi problemi”? Si tratta di comunicar qualcosa che non può aspettare o di intrattenersi mentre si sta facendo qualcosa di poco appassionante (come recarsi da qualche parte con un mezzo di trasporto pubblico)? Ad aver la voglia e l’invadenza di farlo, basterebbe forse prestare attenzione a cosa si dice o al tono della voce di chi parla. In casi estremi anche di chi risponde, se la chiamata viene fatta in vivavoce. Ma, a parer mio, questi più di altri sono i momenti in cui viene in soccorso una buona playlist, che contenga anche brani molto pieni di parti da godere ad alto volume. Aiutano ad essere persone a modo, rispettose degli spazi e della privacy altrui.

Chi critica l’utilizzo degli auricolari per ascoltare musica (invece di stare a sentire le conversazioni al telefono di chi li circonda) dovrebbe andare in terapia e farsi aiutare a non ricevere le veementi rimostranze di chi potrebbe usare modi poco urbani nel lamentarsi di dover ascoltare dialoghi che non lo riguardano, non lo interessano e non sarebbero mai dovuti arrivare alle sue orecchie. Ascolta musica anche per non aggredire verbalmente chi lo sottopone a quel tipo di fastidio ma poi ti saltano fuori questi fenomeni della buona educazione sociale, del “Dai parlatevi, sui mezzi, non state ciascuno nel suo piccolo e arretrato (perché poi danno anche queste patenti) mondo…” Ti devi fare i fatti tuoi, hai capito?

In quel momento un bel brano sta magnificando la bellezza dei rapporti umani, del condividere la propria gioia di vivere insieme agli altri, nonostante le differenze. Un messaggio così importante e alto che il testo la fa da padrone e la melodia quasi non conta ma nel dubbio se ne sceglie una così bella che se anche fosse priva di testo uno avrebbe voglia di sentirla lo stesso e la canticchierebbe anche se fosse il sottofondo dello spot che reclamizza un prodotto per la pulizia del WC.

Il gusto musicale non può preoccuparsi di cosa la gente associa alla musica.

Il mezzanino come approdo, come luogo di transito anche delle emozioni, delle sensazioni, di un fluire che disperde sensazioni mentre gli occhi si riempiono di gente che va e viene o rimane ferma, non si capisce bene ad aspettare cosa ma intanto… L’acqua ha trovato il suo livello e i brani successivi della playlist servono “solo” a farsi apprezzare e non a coprire qualcosa.

Dai che c’è un altro bus da prendere.